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Gli Italiani al collasso... i "presunti" animalisti della LAV dai profitti esorbitanti
Dalla LAV una campagna commerciale milionaria... ma agli animali soltanto le briciole
Sconcertante ai limiti dello scandalo.


I "presunti animalisti" della LAV - Lega Anti Vivisezione, dopo l'avvincente riempimento delle tasche, donazioni e lasciti in favore della Onlus, che passano da poco più di 61mila euro nel 2012 alla stratosferica cifra di 3.439.789 euro dell’anno scorso ( alla faccia di un popolo in crisi ) a scapito di poveri benefattori e attivisti ingenui che con i la loro attività di volontariato agiscono con intenti di aiutare gli animali, investe parte, e che parte, dei propri "utili d'azienda" in pubblicità progresso per aumentare i propri conti bancari, addirittura pagando fior di quattrini per la pubblicità sul famoso motore di ricerca google.

E’ scandaloso. La LAV raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di una spa. La gente pensa di donare soldi per la cura degli animali. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare ricchi stipendi a assurde amministrazioni di gestione, ma anche sedi che a ben poco servono, o enormi campagne pubblicitare sempre per aumentare le loro entrate, cambierebbero di parere.

Enti caritativi e fondazioni, sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi“.

Tali considerazioni sono le ennesime conferme di come lo sfruttamento degli animali e dei volontari in buona fede, siano correlate e come questo enorme ingranaggio si basi sul re denaro.

Dal rendiconto della gestione si vede immediatamente che i costi crescono (+30%), ma molto meno di quanto lo hanno fatto le entrate (+111%). Puntualmente infatti il risultato della gestione (le Onlus non fanno “utili”) schizza a quasi 3,5 milioni dai 631mila euro dell’anno 2012.
Merita sottolineare che circa mezzo milione di euro è usato per pagare del personale.
Se crescono le entrate e le uscite non tengono il passo, vuol dire che è la cassa ad aumentare, visto che ovviamente una Onlus non distribuisce utili tramite dividendi. E allora spostiamoci nello stato patrimoniale. Nessuna sorpresa: le “disponibilità liquide” più che raddoppiano.

Dai già ragguardevoli 2 milioni abbondanti del 2012 ai 4,3 del 2013. Fermiamoci un attimo. Attivo e passivo pareggiano a 8,2 milioni (non male!). Ciò vuol dire che la LAV detiene sotto forma di liquidità metà del suo attivo! Si potrebbe pensare che hanno molti più soldi di quelli che gli servono per condurre le loro attività istituzionali. Altrimenti non si spiega (la LAV non lo fa) perché tenere in cassa quella montagna di denaro, senza di fatto impiegarla o donarla ad altri enti no profit. Ma allora, perché continuare ad accettare donazioni?

La richiesta di donazioni continua, per portare un esempio:
http://www.lav.it/cosa-facciamo/animali-e-spettacoli/circo-martin-liberi

Altre voci del bilancio meritano attenzione. Le immobilizzazioni materiali crescono di circa 800mila euro, grazie all’investimento in terreni e fabbricati. All’interno di questa voce possono esserci nuove sedi di rappresentanza.
Ci vorrebbe un documento aggiuntivo che spacchetti la voce.
Sul sito, però, la nota illustrativa, il documento che spiega a parole e più nel dettaglio cosa si nasconde nelle voci di bilancio e come si sono formate, non c’è.
Sul sito sono reperibili solo gli schemi di stato patrimoniale e del rendiconto della gestione.
Spostandoci nell’attivo vediamo che anche la voce “attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazione” cresce parecchio. Cosa c’è qui dentro? Titoli finanziari appunto, detenuti per tempi che si prevedono brevi, per farla semplice. Attività curiosa per una Onlus che ha il compito statutario di tutelare gli animali. Ma d’altronde, se si ha tutta quella cassa, bisogna farla rendere, almeno in parte.
Ed infatti i proventi finanziari passano da 673 a 21233 euro in un anno. Ma chi dona alla LAV sa che questa, in parte, usa i soldi ricevuti per investimenti finanziari? E come opera le sue scelte di investimento? Secondo che criteri etici e di rischio/rendimento? (queste ultime righe sono di Fonte http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/)

La straordinaria capacità di generare cassa dell’associazione è testimoniata da un ulteriore indizio. Non solo la liquidità è cresciuta, ma l’indebitamento della Onlus si è ridotto di un terzo, da 1,2 a 0,8 milioni. E ridurre il proprio indebitamento determina un deflusso di fondi, come è noto. Ma non è un problema se letteralmente navighi nell’oro.

E’ spontaneo infine chiedersi quante aziende in questo periodo possano vantare una simile posizione finanziaria. Pochissime.

E’ evidente che la raccolta fondi a mezzo di immagini raffiguranti animali maltrattati, spesso decontestualizzate o erroneamente attribuite, ed il cavalcare la pancia della gente con battaglie magari senza alcun fondamento scientifico e razionale, tiri come nient’altro in questo paese e di questi tempi. Non sarebbe più corretto, specie durante questi anni di crisi che hanno messo a dura prova i bilanci di molte famiglie, quando ci si accorge che le donazioni sono incredibilmente più elevate del previsto, dire ai propri sostenitori “No grazie, teneteli voi i vostri soldi. Noi per il momento siamo a posto."

conclusione.... AGLI ANIMALI FORSE ARRIVANO LE BRICIOLE

tratto da http://truffenascoste.blogspot.it/

 
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